elevazione

domenica, 26 febbraio 2006

Il Dono

Fuori il grigiore di un gennaio piovoso, dentro lei, che osservava i vetri della sua finestra, come fossero le sbarre di una prigione. Era stanca, sentiva il bisogno di uscire. Era sola, ma non voleva la compagnia di altre persone.
Non ne aveva bisogno.
Non ora.
Un caldo cappotto, il suo cappello e via, fuori, nel mondo.
Fuori il grigiore di un gennaio piovoso, ed ora lei ne veniva assalita.
Come sottili piccoli aghi il freddo le feriva la pelle, strinse gli occhi all’ennesima folata di vento gelido, che indiscreto s’infilava sotto la sua sciarpa.
Camminava lentamente lungo le strade della sua città, tra le folla frettolosa, sgarbata.
Che non capiva il suo pacato modo di fare e la spintonava, e lei li urtava di rimando per dimostrarsi di esistere ancora.
Cercava una pace interiore, cercava un rifugio.
Senza neanche accorgersene si ritrovò nel luogo più affollato della sua città centro, giù nel profondo del suo cuore, un piccolo paradiso in terra.
Luogo pieno di storia, suo piccolo mondo.
Mancava da tanto, per diversi motivi, molti indipendenti dalla sua volontà.
Ma si sentiva lo stesso colpevole, una traditrice..
Aria, rumori, panorama.
Non è cambiato nulla pensò e si schernì per tale sciocco pensiero.
Come possono pietre cambiare??Come possono sassi soffrire??
Il suo mondo.
Un brivido e un ricordo all’improvviso.
La sua vita, anni passati in quel luogo.
L’orgoglio di vedere l’alba nel cuore del mondo, di essere la prima laddove passeranno in milioni. Lei sola interprete di una storia ormai muta.
E sentirsi ammirata, fortunata ad essere lì.
Ed ora?? Era forse tutto finito?
Accanto a lei passavano veloci rumorose comitive, turisti come lei ora.
Disperata si guardava intorno, superba e patetica nella sua convinzione
no io non sono come voi-
Io sono..e le parole le morirono in bocca..
Non lo sono più..
Ma le sensazioni del suo cuore erano rimaste le stesse, la commozione di vedere la storia davanti a sé non era cambiata…né probabilmente lo sarebbe stato mai.
Si sfilò un guanto, avvicinandosi a delle rovine anonime per gli altri. Ma non per lei.
Il suo tempio. La sua scoperta più bella.
La mano leggera sulle pietre umide, dall’odore così familiare.
Una scossa, un brivido.
E via il pensiero a tempi lontani, a strade lastricate in pietra, a carri cigolanti, a grida di mercanti esotici, ad odori forti,a matrone composte e a dignitosi consoli togati.
Ad antiche affascinanti storie, a religioni sconfitte dalla storia, segrete cerimonie e divinità primigenie sensuali legate alla natura.
E il cuore riprese il suo ritmo.
E lei si allontanò felice.
No, era tutto rimasto uguale.
Lei non aveva perso il suo dono.  

11:16,raccontini, Permalink.

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mercoledì, 15 febbraio 2006

Il ritorno della donna invisibile

Oggi sono immersa in riflessioni lunatiche..
Non succedeva da tanto, su questo blog.
Cosa dirvi?
Sono cambiata?
Sono riuscita a eliminare le mie paure??
No purtroppo.
Sono ancora ipersensibile, permalosa, paranoica e un po’ psicotica come quando avevo 17 anni, forse un po’ meno insicura, mi apprezzo molto, soprattutto dal punto di vista estetico. Ma permetto ancora al mondo di ferirmi in maniera esagerata, ad eventi che altri considerano banali di colpirmi profondamente, ad informazioni di seconda mano di prostrarmi, di ridurmi allo stato vegetativo.
E faccio incazzare chi ho intorno (Ariel perdona la tua lunaticuccia ).
Non vorrei essere così..vorrei essere spavalda e forte, filare come un treno sulle avversità e concentrarmi sulla mia vita come ho fatto per anni.
Ma non ero felice, combattevo, studiavo, lavoravo duro per laurearmi…ma non ero serena.
Ora vivo tutto in maniera esagerata, ogni notizia, ogni novità negativa aumenta le mie convinzioni di non essere nessuno. Provo a contrastare le mie inclinazioni al fallimento ma non ci riesco..
Teatrale.
Stranamente egocentrica, se vogliamo.
Esagerata.
Quante volte me lo sono sentita dire???
Devo imparare a non vivere ogni cosa come uno schiaffo nei miei confronti…qualora sia così, fregarmene se la vita non sta andando come avrei voluto, se non sono riuscita nel sogno della mia vita.
E’ora di rimboccarmi le maniche e girare pagina, sapevo che non sarebbe stato facile, che ci sarebbe voluta molta forza di volontà e appoggio (specie economico). Non è andata. Ora basta, lascio perdere.
La mia Anima Gemella per eccellenza (l’uomo camaleonte) si è sposato ed ha un figlio: l’ho saputo per caso. Il mio EX migliore amico non mi ha nemmeno detto che si sposava. Questo mi ha gettato in due giorni di paranoie sul fatto che la gente mi dimentica in fretta, mentre io rimugino all’infinito, chiudendo cuore e anima per anni a nuovi sentimenti.
Sono solo troppo romantica, per me parole come “ti voglio bene” o “ti amo” sono pesanti promesse..
O forse mi sento ancora la donna invisibile..
Continuo ad essere patologicamente insicura, a pretendere da chi mi sta vicino maestose prove d’amore, continue e teatrali, neanche fossi chissà chi.
Il problema forse è questo, per essere felice e serena devo smetterla di credermi una persona speciale, e di sperare che gli altri lo pensino.
 

16:27,lunatici pensieri, Permalink.

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sabato, 11 febbraio 2006

FelinaMente

Sono un cucciolo, lo sai.

Ho bisogno di coccole.
Creatura felina ma goffa, vago sbandando alla ricerca di un po’ d’affetto.
Sono un gattino, fragile e indifeso.
E vorrei che tu mi abbracciassi stretto.
Fammi appoggiare sulle tue spalle, su quella linea del tuo petto.
Fatto apposta per il mio muso.
E stare in pace sornione.
E fare le fusa contando i tuoi respiri.
Come gattino ricerco il tuo contatto.
Mi mancano le tue mani
E manca la tua luce nei miei occhi.
Sento freddo senza di te.
Mi consolo con un gomitolo, di celeste lana filato.
E miagolo parole inquiete.
Sperando che tu mi ascolti.

                                                                                

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13:12,dementi deliri, Permalink.

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