elevazione

lunedì, 31 ottobre 2005

Vite Sfiorate

A uno sconosciuto- Walt Whitman
 
Sconosciuto che passi!!Non sai con quanto desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo, (mi arriva
come da un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo una vita di gioia con te,
tutto è ricordato, mentre passiamo l’uno vicino all’altro, fluido,
amorevole, casto, maturo,
sei cresciuto con me, sei stato ragazzo o ragazza con me,
io ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo è diventato
qualcosa che non appartiene soltanto a te, né ha lasciato
che il mio restasse mio soltanto,
mi hai dato il piacere dei tuoi occhi, del tuo volto, della tua carne,
mentre io passo, tu ne prendi in cambio dalla mia barba,
dal mio petto, dalle mie mani,
non devo parlarti, devo pensarti quando seggo da solo o veglio
la notte da solo,
devo aspettarti, non dubito che ti incontrerò ancora,
e a questo devo badare, di non perderti..
 
 
Quante altre vite abbiamo sfiorato durante la nostra esistenza!
Vite che ancora corrono parallele alle nostre, vite che hanno deviato da noi lasciandoci soli, vite ormai intrecciate e fuse alla nostra in un legame indissolubile, vite che vorremo scacciare e condannare a un eterno esilio lontano dal nostro cuore..
Sguardi, sorrisi e gesti che per attimi, mesi o anni interi hanno accompagnato la nostra vita…lasciandoci oltre ai ricordi una speciale scintilla dentro.
Ferite, lacrime amare che hanno incrinato il nostro modo di sorridere al mondo, interi periodi da cancellare per non soffrire ancora.
Ma invece quante storie non sono mai nate..quante volte le circostanze non si sono incastrate alla perfezione, lasciandoci al rimpianto di tempi, spazi, o luoghi sbagliati..
Vite solo sfiorate, mai incontrate.
Errori.
Ma il cuore non si arrende, continua a battere e a cercare..
Ricomincia a vagare.
Un pensiero fugace all’enormità del mondo, e alla moltitudine di sconosciuti là fuori..
Ma soprattutto un pensiero a un cuore gemello..
Ti sto cercando..e ti riconoscerò dagli occhi sinceri.
 

15:07,lunatici pensieri, lunatici illustri, Permalink.

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martedì, 25 ottobre 2005

Arida

Dovrei essere felice. Dovrei essere serena.
Senza il dolore che mi ha torturato per mesi.
Invece non lo sono..
Ho sempre affrontato tutto.
E imparato dai miei errori.
Colpa mia.
Non so affrontare la mancanza di aspirazioni.
Non ho più speranze.
Non ho più entusiasmo.
Non ho più un sogno.
Io che ho passato anni a lottare per esso.
Vivo nell’inerzia
Di un presente arido
Cercando uno scopo..

11:53,lunatici pensieri, Permalink.

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venerdì, 21 ottobre 2005

Camera con (s)vista

Horror fiorentino per stomaci forti..
 
 
Come ho detto milioni di volte la mia esperienza fiorentina è stata unica, ricca ed emozionante, piena di meravigliose esperienze.Beh, un piccolo neo c’è stato ovviamente…
L’alloggio!!
Diciamo subito che dovendo io stare a Firenze un mese, ho scelto l’alloggio più economico nella zona:infatti alla fine l’intero periodo mi è costato quanto mi sarebbe costata una settimana in un albergo medio!
Questo per chiarire i motivi della mia scelta e soprattutto quelli della mancata fuga..
Il luogo che noi chiameremo Albergo (niente nomi..) è un antico convento restaurato e adattato all’uso di albergo economico, situato nei pressi di un’inquietante chiesa finto-gotica..
Appena arrivata non nego di aver avuto un momento di sconforto: ambiente lugubre, clima gelido, scaloni alti di pietra molto vissuti, corridoi stretti e deserti adornati di malandate porte di legno tarlato. Nell’atrio c’è un pannello ingiallito con informazioni su musei e autobus..con i prezzi in lire..
Ma una nota di modernità c’è a dire il vero: un comodo ma lento ascensore che dal piano terra porta ai piani 2 e 3..
Sì i tasti sono -0- -2- e -3-
Così abbiamo capito che c’è un piano fantasma..il primo!!Cominciamo bene.
Ma nulla rispetto alla meravigliosa camera n°40..
La mia camera per un mese.
Prima questione : la chiave.
La chiave senza solchi o cesellature ha attirato la mia curiosità da subito, che strano..una chiave semplice modello passepartout!poi con terrore ho scoperto che le chiavi erano tutte uguali..
Avrei potuto entrare in qualunque altra camera…
Seconda questione: la serratura.
Per inserire la chiave nella toppa serve un corso intensivo, una laurea o un dottorato..si riesce ad aprire la porta (o chiuderla) solo svariati tentativi!!Se fossi stata la protagonista di un film horror inseguita da un serial killer..sarei morta al primo inseguimento!
Terza questione: il clima
Una volta entrata nella camera ho tirato un sospiro di sollievo..pensavo peggio!Non molto piccola, perché in fondo si tratta di una doppia, è sembrata subito accogliente, anche grazie alle varie comodità portate da casa..
Ma non conoscevo ancora il clima artico che caratterizza le celle monacali..
Ci sono state sere che sentivo talmente freddo che vedevo il Titanic e le scialuppe, o i pinguini che bussavano alla porta!!!Tutto correlato da potenti spifferi provenienti dalla porta dal telaio inesistente o dalle finestre con buchi..
Quarto problema:le zanzare
Ebbene sì..nonostante l’autunno inoltrato la mia camera era sempre territorio di caccia per zanzare..e lo era sempre stato!Cosa voglio dire??Beh..sui muri della camera erano ancora presenti segni di lotta e cadaveri di zanzare sconfitte dai miei fortunati predecessori…
Che schifo..
Quinto problema: la pulizia.
Qui non mi dilungo…diciamo solo che in teoria avrebbero dovuto fare le pulizia ogni tanto..
Io mi sono armata di detersivo, straccio e spazzolone..
Sesto problema: il bagno..
Il bagno è la perla della stanza. Come ho detto le camere erano le stanze di un convento, quindi tutte senza servizi ovviamente. Per ovviare a questo problema, i gestori dell’albergo hanno impiantato nelle camere dei bagni-scatola..prefabbricati!
Nuovi un po’ piccoli magari ma puliti..e almeno nel mio caso funzionanti!
Ma il mio bagno aveva un lievissimo difetto: l’odore..
Ho provato di tutto: detersivo, disinfettante, deodorante per ambienti, deodorante per water, incenso, brucia-essenze..
Niente. Ha vinto la puzza..
Chissà quale sarà stata la causa dell’orrendo fetore? Forse è meglio non saperlo!!
Questi i miei problemi..
Posso dire che ogni camera aveva le sue perle…
Camere senza acqua calda, camere con buchi nel pavimento-vista camera al piano inferiore..
Tutto vero non sto esagerando, vi sembrerà strano ma non ci sono stata così male..altrimenti sarei andata di corsa altrove.. Forse ci si abitua a tutto!O forse il prezzo economico mi seduceva troppo!
Ma una domanda continua a tormentarmi di notte: che fine ha fatto il primo piano???

 

11:06,dementi deliri, Permalink.

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lunedì, 17 ottobre 2005

Il ritorno

 
La pungente aria autunnale investì la piccola figura mentre usciva da un edificio tetro e malamente illuminato..
Era già passato un mese..
Era già tempo di partire…
Era già autunno..
La ragazza si strinse infreddolita nel suo mantello leggero, che si era rivelato tanto elegante e raffinato quanto inadatto al rigido clima che inaspettatamente l’aveva accolta, in uno strano anticipo di inverno di un ottobre anomalo.
E lì mentre il suo respiro creava arabeschi incantati nell’aria cristallina, posando preoccupata lo sguardo sulle sfumature ormai violacee delle sue mani…iniziò a capire..
Stava tornando a casa.
Ed era più ricca.
Non certo di denari ovviamente!
Molte ricchezze, accumulate in mesi e mesi, erano andate via in nel giro di poche settimane  e lei sapeva che avrebbe dovuto recuperale al più presto.
Ma era più ricca.
Non portava con sé solo un pesante e scomodo bagaglio..
Aveva osservato e ammirato estasiata alcune tre le più famose opere del genio umano, tanto da saziarsi il cuore..
Si era tuffata in una moltitudine colorata e rumorosa di viaggiatori, provenienti da terre lontane, esotiche..
Si era sentita fortunata, onorata nella visione a lei concessa di uno scenario da brivido nella notte, seduta su di un freddo gradino..
Si era concessa piccoli lussi, si era viziata, si stimava di più..
Aveva affrontato con inedita forza e consueta ironia le mille difficoltà e problemi della vita quotidiana..della vita adulta.
Era cresciuta.
Aveva conosciuto persone speciali..gentili, simpatiche e piene di interessi che l’avevano accolta con affetto, con calore.
Sincere.
Perle per un’esistenza riservata e ormai diffidente verso il prossimo come la sua…
Doni celesti..
E le aveva salutate…e lasciate andare…ma le avrebbe sempre portate con sé.
Per sempre..
E in questo bilancio mentale il suo cuore si scoprì felice, pieno di stimoli nuovi e pensieri sereni..più forti.
Ma basta pensare, si disse la malinconica ma buffa creatura, è tempo di vivere..
Si diresse decisa verso la carrozza che da tempo paziente l’aspettava, e prima di accomodarsi, guardò per l’ultima volta lo strano, lugubre, scomodo ma suo modo ospitale palazzo, e con cenno distratto fece segno di partire..
E un’improvvisa folata di vento e di foglie sembrò salutarla..
Addio Lunatica.

11:12,raccontini, Permalink.

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lunedì, 10 ottobre 2005

La Taverna Senza Tempo

Esistono dei piccoli angoli di mondo risparmiati dal tempo, piccoli limbo spazio-temporali in cui sembra tutto dormire..
Quest’estate ne abbiamo trovato uno.
Persi tra le strade cretesi, vagando tra le poche indicazioni in greco, ci siamo fermati per caso in un piccolo villaggio dell’interno senza apparenti  tracce di vita..
Sarà stata l’ora calda e ostile…l’ora che i Greci chiamavano di Pan perché la natura sembrava impazzire celebrando il panico..il caldo sole greco non perdona..
Sarà stato effettivamente abbandonato non so: si vedevano macchine parcheggiate,motorini accanto a casette in rovina invase dagli sterpi e rovi.
Ma mi ha colpito il silenzio.
Completo.
Vagare per un posto così, liberi di ammirare il cuore più vero e fragile di un paese, ti segna dentro, ti fa sentire piccolo e relativo.
Non parlo di lussuosi palazzi o rovine di un’altra civiltà: parlo della storia che si compie davanti a te, del sonno delicato di un villaggio in rovina malinconico e dolce.
Poche le persone incontrate, affabili e gentili, come i pochi turisti,aperti e chiacchieroni, capitati lì per sbaglio come noi.
Una sosta all’unica locanda del posto, per gustare un succo d’arancia commuovente e puro come un raggio di sole locale…in mezzo a capre, cagnolini e gatti stiracchiati nella siesta felina gustando ogni attimo di quella scoperta grandiosa:il paradiso.
Il paradiso in terra tra silenzio panorami da sogno arance e gente cordiale..mi sentivo il cuore gonfio per aver trovato questo posto ed essere costretta a lasciarlo presto.
Troppo presto.
La locanda aveva un piccolo registro, un quaderno piccolo nero, curato pieno di saluti di altre lingue, altre vacanze, altre vite intrecciate quasi sfioratesi per un attimo al gusto di arancia.
Mi ha emozionato.
Ci ha emozionato.
Volti fratelli nella sensazione di aver vissuto un’esperienza unica.
Perché apparentemente banale.
Esistono luoghi senza futuro…luoghi che la storia è destinata a divorare.
Esistono luoghi senza tempo, perché ti rimarranno dentro.
 
 
 

13:40,lunatici pensieri, Permalink.

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lunedì, 03 ottobre 2005

Giudizi Universali- Samule Bersani
Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole
vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l'aquilone,
togli la ragione
e lasciami sognare,
lasciami sognare in pace.
Liberi com'eravamo ieri,
dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori
come Mastroianni anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già.
Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto
e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio
Torre di controllo, aiuto,
 sto finendo l'aria dentro al serbatoio.

Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più...

Vuoti di memoria,
non c'è posto per tenere insieme
tutte le puntate di una storia
piccolissimo particolare,
ti ho perduto senza cattiveria.
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l'aquilone
togli la ragione e lasciami sognare,
lasciami sognare in pace.
Libero com'ero stato ieri
ho dei centimetri di libri sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa,
sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c'è niente che mi sposta
o vento che mi sposterà.

Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più,
non ci sei più,
non ci sei...

12:42,canzoni, Permalink.

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